Due cucine, un’unica casa. Ad Olbia il progetto Abimis unisce interno ed esterno

Nel cuore della Gallura, una cucina si apre sul paesaggio e raddoppia lo spazio del vivere

Nelle campagne alle spalle di Olbia, dove la macchia mediterranea si alterna ulivi secolari e lunghi muri a secco realizzati con un sapere antico, un vecchio edificio rurale è tornato a vivere senza perdere la propria identità. 

La casa conserva il carattere essenziale delle architetture tradizionali della Gallura. Le murature sono state ricostruite utilizzando il granito locale, lo stesso che per secoli ha modellato il paesaggio di questa parte della Sardegna. 

Le travi in legno, i pavimenti in pietra levigata e gli spazi protetti dal porticato mantengono il rapporto diretto con la natura circostante, mentre sullo sfondo si disegnano i profili del Monte Limbara, che dominano l’entroterra olbiese. 

Qui la vita non si svolge soltanto dentro casa. Il grande spazio coperto all’esterno diventa una vera estensione della zona giorno: un lungo tavolo in teak, divani, sedute informali e una corte pavimentata che accompagna naturalmente il passaggio dall’architettura al paesaggio.

Per questo motivo i proprietari hanno immaginato una casa con due cucine. 

Non una cucina principale e una semplice zona camino, ma due vere cucine di derivazione professionale, capaci di offrire la stessa qualità di utilizzo in ogni stagione dell’anno. 

La cucina Atelier esterna, realizzata su misura e al centimetro, si inserisce perfettamente tra le due colonne di pietra. Sulla sinistra, il lavello integrato: sulla destra è posizionato un barbecue professionale.

La richiesta era semplice: poter cucinare allo stesso modo sia all’interno sia sotto il portico, scegliendo ogni giorno lo spazio più adatto in funzione del clima, della luce o del numero degli ospiti. 

Una richiesta che ha trovato risposta nel progetto sviluppato insieme all’ufficio tecnico Abimis. 

Due cucine coordinate, progettate come un unico sistema

Le due cucine Atelier sono state progettate come se fossero un unico ambiente diviso soltanto da una parete vetrata. 

La cucina interna e quella esterna sembrano unirsi quando si apre la finestra scorrevole. 

La cucina interna occupa due blocchi contrapposti. 

Sul lato della grande finestra trova posto la zona operativa con lavello integrato, piano a induzione a filo top e una serie di ampi cassettoni destinati a contenere pentole, utensili e stoviglie. Una cantinetta refrigerata con anta in vetro completa la composizione, mantenendo vini e bevande sempre alla temperatura ideale. 

Di fronte si sviluppa il secondo blocco. 

Sulla parete opposta, un secondo blocco ospita una doppia colonna per il frigo e i forni.

Qui il piano di lavoro integra un secondo lavello di servizio e termina con due colonne in acciaio inox che ospitano il frigorifero e la zona forni, organizzando tutte le funzioni di preparazione, conservazione e cottura in un percorso estremamente razionale. 

La cucina esterna, saldata in un unico blocco, evita allo sporco di penetrare nelle fessure e facilita la pulizia dell’acciaio. Per la stessa ragione è stata scelto il modello Atelier, che si distingue per la forma minimale e per l’apertura a gola delle ante.

All’esterno, sotto il portico, la cucina riprende lo stesso linguaggio progettuale. 

Il blocco operativo è speculare a quello interno e integra un lavello saldato nel top e un grande barbecue professionale in acciaio, trasformando lo spazio esterno in una cucina completa e non in una semplice area dedicata alla griglia. 

L’elemento più sorprendente del progetto emerge quando la grande finestra scorrevole viene completamente aperta. 

I tre blocchi (due interni e uno esterno) sono stati progettati per sembrare un’unica grande cucina: bella, funzionale e performante.

I due top, interno ed esterno, si allineano perfettamente fino a sembrare un’unica superficie continua. 

È un dettaglio architettonico che modifica completamente la percezione dello spazio, eliminando il confine tra casa e portico e creando una sola grande cucina affacciata sul paesaggio. 

Acciaio inox, lavorazioni su misura e continuità tra architettura e paesaggio

La cucina interna è realizzata in acciaio inox AISI 304 mentre quella esterna è in AISI 316, entrambe con finitura orbitata a mano. 

Nella cucina, la fuga prospettica verso il giardino sembra sottolineata dai due blocchi opposti. La calda finitura orbitata a mano, oltre a rendere meno evidenti le impronte, si integra perfettamente con la pietra naturale.

Una scelta che risponde contemporaneamente a esigenze estetiche e funzionali. 

La finitura orbitata diffonde la luce senza creare riflessi eccessivi, dialogando con il granito, il legno e la pietra naturale della casa. Allo stesso tempo è particolarmente indicata negli ambienti esterni, dove garantisce resistenza agli agenti atmosferici e facilità di manutenzione. 

L’intero progetto è stato sviluppato su misura. 

I tre blocchi cucina sono stati progettati al millimetro dall’ufficio tecnico Abimis per ottenere il perfetto allineamento tra gli elementi interni, la finestra e la cucina esterna. 

Il blocco interno è attrezzato con due file di pratici cassettoni, perfetti per riporre pentole e stoviglie.

Ogni modulo è stato realizzato con struttura saldata direttamente negli stabilimenti Abimis, eliminando fughe, giunzioni e tagli visibili. Una volta trasportati in Sardegna, gli elementi sono stati installati e rifiniti in opera per ottenere una continuità assoluta tra cucina e architettura. 

È un dettaglio costruttivo che distingue una cucina realmente progettata su misura da una semplice composizione assemblata. 

In questo progetto la precisione delle lavorazioni non rappresenta soltanto un valore estetico, ma diventa parte integrante dell’architettura: permette ai due ambienti di dialogare perfettamente tra loro e trasforma la cucina in un elemento capace di unire interno ed esterno, tecnologia e paesaggio, tradizione costruttiva e cultura contemporanea dell’abitare. 

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