

Questo cottage del XVIII secolo, immerso nella campagna inglese, appartiene a quella categoria di case che hanno costruito la propria identità nel tempo. I muri in mattoni a vista, le travi originali, i pavimenti in legno consumati dall’uso, il grande camino in pietra e gli arredi tramandati da generazioni raccontano una storia che non può essere interrotta da un progetto contemporaneo.

L’obiettivo non era creare un contrasto, ma inserire una cucina capace di dialogare con questo patrimonio senza rinunciare alle prestazioni richieste da chi la vive ogni giorno.
I proprietari desideravano infatti una cucina semplice da utilizzare nella quotidianità, ma anche sufficientemente attrezzata per accogliere uno chef durante le occasioni speciali e preparare pranzi e cene per numerosi ospiti.

Per questo motivo l’interior designer Fiona Lawrenson ha scelto la cucina Ego di Abimis, sviluppando il progetto insieme all’ufficio tecnico Abimis.
Il risultato è una cucina di derivazione professionale perfettamente integrata in un contesto domestico storico, dove ogni elemento nasce da un progetto completamente su misura.

Leggi la nostra intervista a Fiona Lawrenson e il suo approccio progettuale nella progettazione delle case di campagna inglesi.
In Abimis il progetto non parte mai da una composizione standard.
Ogni cucina viene sviluppata analizzando come verrà realmente utilizzata, chi cucinerà, quali attrezzature saranno necessarie e come si svolgeranno i movimenti nello spazio.
In questo caso le richieste erano molto precise.
La cucina deve funzionare con la stessa naturalezza sia durante una normale giornata di famiglia sia quando uno chef professionista viene chiamato a preparare una cena per diverse persone.

Per questo la configurazione è stata progettata attorno a una grande penisola operativa che aumenta la superficie di lavoro e permette di cucinare guardando verso il living e la sala da pranzo.
Sul lato operativo trovano posto due forni di diversa capacità, mentre il piano integra una piastra a induzione e una piastra Teppanyaki, scelta espressamente per le cotture veloci richieste dai proprietari.

La precisione delle saldature: lavello con scolatoio ribassato integrati nel top, i comandi frontali della zona cottura, la perfezione dell’angolo senza fughe.
Le colonne laterali accolgono frigoriferi e dispensa mantenendo completamente ordinata la composizione. La posizione della penisola è stata studiata anche in funzione del servizio: si trova infatti in prossimità del passaggio verso la sala da pranzo, riducendo gli spostamenti durante il servizio delle portate.
È un dettaglio apparentemente semplice, ma rappresenta uno degli aspetti che distinguono una cucina progettata attorno ai flussi di lavoro da una cucina semplicemente arredata.
Avere una cucina su misura non significa soltanto scegliere dimensioni diverse o adattarla a uno spazio predefinito.
Significa poter progettare elementi che non esistono nei cataloghi tradizionali.
In questo progetto, ad esempio, il lavello è completamente integrato nel top in acciaio inox AISI 304.

Anche la parete attrezzata è stata progettata appositamente per questa casa.
Le mensole angolari, realizzate su misura, proseguono idealmente le linee della cappa creando una fascia continua lungo tutta la parete.

Un accorgimento che aumenta la percezione di ordine e rafforza il dialogo con le proporzioni dell’architettura originale.
Le maniglie in ottone sono state scelte per creare continuità con la rubinetteria e con gli altri dettagli presenti nella casa, contribuendo a rendere l’acciaio più caldo.

Sono elementi che raramente attirano l’attenzione a un primo sguardo, ma che determinano la qualità complessiva del progetto.
L’inserimento di una cucina contemporanea in un edificio storico può risultare artificiale quando i materiali non competono tra loro. Qui accade l’opposto.
La finitura orbitata a mano dell’acciaio diffonde la luce senza produrre riflessi eccessivi; dialoga con gli intonaci naturali, con il legno antico e la pietra del camino, riflettendone le calde sfumature cromatiche.
Una studiata illuminazione attenua ulteriormente la percezione tecnica dell’acciaio.

Il risultato è una cucina contemporanea che non cerca di imitare lo stile del cottage, ma lo completa attraverso un linguaggio essenziale, lasciando che siano i materiali a costruire il rapporto con l’architettura esistente.
È proprio questo equilibrio ad aver convinto l’interior designer Fiona Lawrenson nella scelta di Abimis: la possibilità di portare in una casa di campagna inglese una cucina di derivazione professionale capace di offrire prestazioni elevate senza rinunciare all’eleganza e alla misura richieste da un contesto di grande valore storico.